Botte Napoleonica


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Le tre ispezioni
A Bondeno, negli anni 30, dopo l’apertura della Botte Napoleonica, i tratti del canale di Burana a monte e a valle degli imbocchi del manufatto, furono utilizzati dai residenti dei vari borghi che costituivano il territorio, come luoghi di allenamento per la disciplina sportiva del nuoto per giovani. I migliori venivano ammessi a partecipare anche a gare nazionali di allora. I primi ad occupare il tratto a valle della botte, furono gli abitanti appartenenti al territorio “ Borgo Dazio”. Infatti, sulla facciata stessa, avevano scritto “Piscina riservata al Dazio” e negli anni successivi, anche “leggete e diffondete Don Basilio” che era una rivista satirica degli anni 45/50. Gli atleti dei Borghi erano suddivisi anche in squadre: Dazio, S. Giovanni, Schiavona, Ospitale, Patatrac a seconda del luogo di provenienza se a monte o a valle della botte rispetto al Panaro, o all’ingresso o uscita del Burana. Dalla ricostruzione dell’intervista rivolta ad alcuni dei personaggi che allora parteciparono al nuoto (Avv. Corrado Grandi nato il 15/01/1920 a Bondeno, intervistato il giorno 18/07/2011; Aldo Corazzari, classe 1926 di Bondeno; Franco Grandi, classe 1939 di Bondeno e figlio di ex impiegato dell’allora Consorzio di Burana di Bondeno; Gianni Pesci, classe 1940 di Bondeno), è emerso che durante gli allenamenti, alcuni nuotatori nell’attraversare il complesso manufatto da una parte all’altra dentro le canne, notarono alcune infiltrazioni d’acqua dal Panaro provenienti da minuscole crepe formatesi nella parete delle canne stesse. E’ stato così avvertito il personale del Consorzio di Burana di Bondeno e del Genio Civile di Ferrara i quali decisero subito di effettuare una verifica. Le risultanze del controllo, non hanno dato segni di preoccupazione; ciò nonostante, il tratto in esame, veniva da allora costantemente tenuto sotto controllo fino alla seconda verifica effettuata nel 1958. Il confronto dei due controlli, non diede segni di imminente pericolo, fino ad arrivare alla terza verifica effettuata in ottobre del 1983 a seguito di vistose bolle d’aria che affioravano sulla superficie dell’acqua del Panaro in corrispondenza dell’innesto delle canne della botte. Il raffronto delle tre verifiche a questo punto ha dato modo di intervenire con una certa drasticità. Evidentemente, dopo il primo restauro effettuato all’asciutto nel 1898, l’ulteriore appesantimento sulla botte con terra per la formazione dell’argine dopo il raddrizzamento del corso del Panaro, ha provocato nel tempo l’ingrandimento delle fessure già riscontrate nell’ultima ispezione.

Dall’articolo sulla Gazzetta Ferrarese -Anno 52° - Ferrara, Sabato 5 Marzo 1899 . n° 61. Compimento della “Bonifica di Burana” L’APERTURA DELLA BOTTE SOTTO PANARO, l’ing. Erminio Chucchini, nella sua relazione, non cita la costruzione delle due colonne di sostegno che appaiono sotto i rampanti dei due fabbricati, (procedimento ritenuto non tecnico ) i quali sostengono le scale idrometriche … non “gli argini” ; al limite, gli argini, assumono la sagoma della scala idrometrica erroneamente scritto. Inoltre, anche quando l’ing. Cucchini cita: “ qualche crinatura riscontrate sono state racconciate con la costruzione di anelloni murari esterni”, non è esatto poiché le crepe sono state chiuse lateralmente mediante l’unione di alcuni setti o rostri con malta e mattoni differenti dall’originale,mentre la parte dell'estradosso è stata riparata e impermeabilizzata con argilla blu.

Immagini fotografiche dell’imponente struttura idraulica dell’800, denominata “Botte Napoleonica”, si possono vedere visitando attualmente la mostra fotografica presso la Galleria del Centro Commerciale “Darsena City” in Ferrara. Oltre al motivo per cui è stata voluta questa opera, sono visibile le immagini del percorso storico e quello attuale delle acque. Non mancano le informazioni storiche e geografiche. A Bondeno la struttura si presenta sotto una coperta di
terra e acqua; mentre nella mostra a Ferrara, è presentata nella nudità durante il restauro e rimessa in sicurezza per assolvere le sue funzioni su tutto il territorio ferrarese con oltre 70 foto, e, a richiesta, altre 900 foto su CD ROM.


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