Notizie inedite - Botte Napoleonica

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Notizie inedite

storia
                         Costruzione di una briglia a valle della Botte Napoleonica

 
 
In data 28 agosto 1962, l’ingegnere capo dell’ex Ufficio del Genio Civile di Ferrara, nella relazione per l’approvazione e finanziamento della perizia per la costruzione di una briglia a valle della Botte Napoleonica, ha scritto:

 
“L’approfondimento dell’alveo del Panaro ha provocato nell’ultimo tratto del corso del fiume vari inconvenienti tra cui, i più importanti sono: scoprimento della canna della Botte Napoleonica, sottopassante il Panaro in Comune di Bondeno.
 
La canna della botte, un tempo protetta da un cuscino di terra di circa 1 metro, sporge ora di circa 50 cm. dal fondo dell’alveo, in modo da formare un vero e proprio sbarramento trasversalmente al fiume.
 
Attraverso la Botte Napoleonica, di proprietà di questa Amministrazione, si scaricano le acque di piena dei Consorzi di Bonifica del Mantovano e del Modenese, che vengono convogliate in mare per mezzo del Canale Volano.
 
E’ evidente l’importanza della difesa del manufatto in parola la cui rottura provocherebbe l’immissione delle acque di piena del Panaro nel tratto compreso tra gli argini dello scolmatore del Reno e l’argine destro del Panaro.
 
Questo Ufficio ha pertanto redatto la presente perizia in cui sono previsti i lavori di presidio della canna della botte stessa consistenti nella costruzione di una briglia attraverso l’alveo del Panaro posto a circa 100 metri a valle della botte in parola”….

Segue la descrizione tecnica di costruzione compreso i materiali da impiegarsi.

 
“Con il suddetto manufatto soprastante di 1 metro il fondo dell’alveo, si prevede un innalzamento del fondo a monte della briglia, in modo da ricostituire il cuscino protettivo alla canna della botte…”
Avuti i finanziamenti, i lavori vennero eseguiti in agosto 1964.
NOTIZIE E SCOPERTE INEDITE DELL’AUTORE


Le tre ispezioni
A Bondeno, negli anni 30, dopo l’apertura della Botte Napoleonica, i tratti del canale di Burana  a monte e a valle degli imbocchi del manufatto, furono utilizzati dai residenti dei vari borghi che costituivano il territorio, come luoghi di allenamento per la disciplina sportiva del nuoto per giovani. I migliori venivano ammessi a partecipare  anche a gare nazionali di allora. I primi ad occupare il tratto a valle della botte, furono gli abitanti  appartenenti  al territorio “ Borgo Dazio”. Infatti, sulla facciata stessa, avevano scritto  “Piscina riservata al Dazio” e negli anni successivi, anche  “leggete e diffondete Don Basilio” che era una rivista satirica degli anni 45/50.  Gli atleti dei Borghi erano suddivisi  anche in squadre:  Dazio, S. Giovanni, Schiavona, Ospitale, Patatrac  a seconda del luogo di provenienza se a monte o  a valle della botte rispetto al Panaro, o all’ingresso o uscita del Burana.  Dalla ricostruzione dell’intervista  rivolta ad alcuni dei personaggi  che allora parteciparono al nuoto (Avv. Corrado Grandi nato il 15/01/1920 a Bondeno, intervistato  il giorno 18/07/2011; Aldo Corazzari, classe 1926 di Bondeno; Franco Grandi, classe 1939 di Bondeno e figlio di ex impiegato dell’allora Consorzio di Burana di Bondeno;  Gianni Pesci,  classe 1940 di Bondeno), è emerso che  durante gli allenamenti, alcuni nuotatori  nell’attraversare  il complesso manufatto da una parte all’altra dentro le canne, notarono alcune infiltrazioni d’acqua dal Panaro provenienti da minuscole crepe formatesi nella parete delle canne stesse. E’ stato così avvertito il personale del Consorzio di Burana di Bondeno e del Genio Civile di Ferrara i quali decisero subito di effettuare una verifica.  Le risultanze del controllo, non hanno dato segni di preoccupazione; ciò nonostante, il tratto in esame, veniva da allora costantemente tenuto sotto controllo fino alla seconda verifica effettuata nel 1958. Il confronto dei due controlli, non diede segni di imminente pericolo, fino ad arrivare alla terza verifica effettuata in ottobre del 1983 a seguito di vistose bolle d’aria che affioravano sulla superficie dell’acqua  del Panaro in corrispondenza dell’innesto delle canne della botte. Il raffronto delle tre verifiche a questo punto ha dato modo di intervenire con una certa drasticità. Evidentemente, dopo il primo restauro effettuato all’asciutto nel 1898, l’ulteriore appesantimento sulla botte con terra per la formazione dell’argine dopo il raddrizzamento del corso del Panaro, ha provocato nel tempo l’ingrandimento delle fessure già riscontrate nell’ultima ispezione.

Dall’articolo sulla  Gazzetta Ferrarese -Anno 52° - Ferrara, Sabato  5 Marzo 1899 . n°  61. Compimento della “Bonifica di Burana”  L’APERTURA DELLA BOTTE SOTTO PANARO, l’ing. Erminio Chucchini, nella sua relazione, non cita la costruzione delle due colonne di sostegno che appaiono sotto i rampanti dei due fabbricati, (procedimento ritenuto non tecnico ) i quali sostengono le scale idrometriche … non “gli argini” ;  al limite, gli argini, assumono la sagoma della scala idrometrica erroneamente scritto. Inoltre, anche quando  l’ing. Cucchini cita: “ qualche  crinatura riscontrate sono state racconciate con la costruzione di anelloni murari esterni”, non è esatto poiché le crepe sono state chiuse lateralmente mediante l’unione di alcuni setti o rostri con malta e mattoni  differenti dall’originale,mentre la parte dell'estradosso è stata riparata e impermeabilizzata con argilla blu.





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