Botte Napoleonica


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lavori non a norma

Lavori effettuati a valle della Botte Napoleonica contrari alle norme del T.U. delle Opere Idrauliche di II Categoria

Premesso che:
Gli argini del fiume Po, dopo l'alluvione del 1951, sono stati pi¨ volte rialzati conforme alle risultanze di studi effettuati da luminari ingegneri idraulici. Anche a Bondeno gli argini del fiume Panaro sono stati rialzati e rinforzati con esproprio di terreni a campagna. Il tratto di strada arginale in destra del fiume Panaro, che dista meno di un chilometro a valle della Botte Napoleonica, nella localitÓ di S. Giovanni di Bondeno, per esigenze tecniche, Ŕ stato rialzato con una protezione di un muro di contenimento arginale in calcestruzzo armato, costruito sul ciglio a fiume avente spessore di m. 1,00 ed altezza idonea riferito alla piena di quell'epoca. Da qualche anno, con i fondi erogati dalla ComunitÓ Europea, l'interno dell'argine, a tergo del muro suddetto, Ŕ stato interessato dalla costruzione di una pista ciclabile che a mio parere non doveva essere costruito. I motivi del divieto, sono: 1) Dal Testo Unico delle Opere Idrauliche di II Categoria,del Regio Decreto 25 luglio 1904, n░523 riguardante le disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie,l'art. 96 lettera "g" cita: sono lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche,loro alvei, sponde e difese,qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni la resistenza e la convenienza all'uso, a cui sono destinati gli argini e loro accessori come sopra,e manufatti attinenti. 2) La sommitÓ del muro in oggetto, non Ŕ in quota rispetto all'innesto con la terra nei due tratti compresi a monte e a valle. 3) Il muro stesso, per favorire l'uscita e l'entrata alla pista, Ŕ stato tagliato in pi¨ parti per tutta la sua altezza. 4) I lavori eseguiti per la realizzazione della pista, sempre a mio parere, hanno creato uno scompenso alla stabilitÓ della sommitÓ arginale strada adiacente; si sono verificate delle crepe longitudinali sulla stessa sommitÓ arginale per cui successivamente, sarÓ oggetto di lavori megagalattici e molto costosi. Notare che sotto la sommitÓ arginale stessa, in modo longitudinale e trasversale, passano tutte le utenze necessarie: dai cavi coassiali telefonici, illuminazione, tubazioni per acqua potabile e di scarico, gas ecc. 5) E' stato ristretto il libero deflusso delle acque di piena. 6) La pista, con le sue transenne, ha creato una barriera architettonica che impedisce la pulizia periodica delle scarpate arginali interne rendendo molto oneroso i lavori di pulizia stessa, qualora essi dovessero essere fatti. 7) La vegetazione esistente nella scarpata arginale interna, essendo costituita da alberi prevalentemente di essenza di salice e cespugli vari, rendono pericoloso la loro persistenza; infatti: - a) la spinta che il ciuffo degli alberi riceve dall'acqua di piena, frena si, il rapido smaltimento, ma favorisce lo sradicamento degli stessi, provocando frane ecc. (vedi la rottura dell'argine a Finale Emilia nel 1982, ubicato a pochi chilometri a monte di Bondeno). Le radici degli alberi tagliati, con l'umiditÓ dell'acqua, rimangono e si riproducono rendendo sempre unita la terra che la protegge al contrario di quanto si possa pensare; -b) la folta vegetazione inoltre, crea un habitat naturale per la nascita e la riproduzione di volpi, tassi, nutrie e gamberi che con le loro tane, provocano grandissimi danni come giÓ successo in passato ad Ospitale di Bondeno che dista pochi metri a valle della zona in oggetto.


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