Botte Napoleonica


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Introduzione

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…E la Botte merita qualcosa di più di queste quattro righe. Così promettiamo che, sul prossimo numero – o addirittura in un numero speciale del nostro Notiziario – si parlerà, come si conviene, di lei. E saranno (osservate la diabolica malizia di questa pubblica chiamata ... in causa!) i Tecnici, che più si sono occupati dei lavori, direttamente o indirettamente (i Carbonara, i Susin, i Moratti e altri...) che scriveranno sulla Botte: storia (qui, magari, ci metterò lo zampino anch’io) importanza idraulica; e ancora: sui lavori compiuti, in tutti i loro particolari tecnico-esecutivi... Insomma, sarà una monografia, in ricordo dello storico avvenimento (che tale è da definirsi, senza alcuna retorica): la rinascita della Botte Napoleonica.

Così scriveva Vittorio Muttoni nel Notiziario (n° 20 del maggio 1988) del Consorzio Generale di Bonifica nella Provincia di Ferrara, “LA BOTTE NAPOLEONICA…MEGLIO DI PRIMA”.
Pertanto, come Tecnico e responsabile che si occupò dei lavori, colgo seriamente la sua proposta.
Ricordo bene i fatti che avevano portato cinque anni prima alla decisione di intervenire sull’antico manufatto.
L’estate del 1983 aveva registrato una lunga siccità e anche i fiumi ne avevano risentito con un forte abbassamento di livello fino a raggiungere eccezionali magre. Un giorno, proprio durante il mio solito controllo alle arginature di mia pertinenza, per leggere la quota del Panaro all’idrometro della Botte in sinistra idraulica, dovetti scendere l’ultimo tratto della scarpata prima di toccare l’acqua perché la parte terminale dell’idrometro stesso era ricoperta di terra. Qui notai qualcosa di strano e insolito nella posizione dell’attraversamento delle canne tra i due fabbricati; infatti sulla superficie dell’acqua, in corrispondenza dell’estradosso delle canne stesse, apparivano numerose e grosse bolle.
Non riuscendo al momento a trovare alcuna spiegazione logica di questo, telefonai al mio collega cav. Corinto Canevazzi, responsabile dell’argine sinistro, al quale esposi le mie perplessità, e lo feci venire sul posto per verificare il fenomeno. Interpellammo anche il geom. Edo Formigoni, esperto per il Canale di Burana sottopassante la botte, avendo quest’ultimo lavorato per vari anni presso il Consorzio di Burana, e inoltrammo il quesito agli organi superiori. Non potendo al momento perlustrare l’interno delle canne, dove le acque funzionavano in pressione per la derivazione irrigua, decidemmo di rimandare il dovuto sopralluogo ad altra data.
Finalmente terminata la derivazione, il giorno 4 ottobre 1983, il collega Canevazzi ed io, titolari rispettivamente del I e II Tronco di Custodia dei fiumi Po e Panaro del Ministero dei Lavori Pubblici, assieme ai rappresentanti del Consorzio di Burana con a capo il Direttore ing. Luciano Moratti, l’ing. Gianni Chiarelli, il geom. Francesco Ravagnani, il geom. Andrea Accorsi, l’assistente Claudio Vacchi e il sig. Marino Poggioli, effettuammo l’atteso sopralluogo dentro le canne. Dai riscontri delle precedenti due ispezioni effettuate (nel 1938 e nel 1958), risultò che bisognava intervenire con una certa urgenza per scongiurare un possibile cedimento della struttura in funzione dal 1899, e per evitare che sconvolgesse il corso delle acque e danneggiasse tutto l’Alto Ferrarese.
Le procedure burocratiche permisero l’inizio dei lavori di scavo solo nell’autunno del 1986, per continuare a pieno ritmo nel maggio 1987 e terminare nel maggio dell’anno successivo.
Durante la mia assistenza, documentai dettagliatamente il lavoro con foto e filmati.
Gli eventi sismici, avvenuti esattamente ventiquattro anni dopo il restauro (20 e 29 maggio 2012) non arrecarono danni alla Botte che in tale occasione rimase salda, continuando ad assolvere le sue importanti funzioni.
Nella presente pubblicazione, con la ricca documentazione fotografica, è racchiusa tutta la verità tecnica, idraulica, storica e geografica sulla Botte Napoleonica, comprese qualche inesattezza in precedenza pubblicata. Vedi sito:
Allo scopo di poter visualizzare in maniera più completa e dettagliata le fasi di lavorazione della ristrutturazione del manufatto, ho ritenuto opportuno, quale geom. assistente della Stazione Appaltante, documentarle con numerose foto. Il mio impegno nel realizzare un giornale dei lavori, ad uso personale, sotto forma di foto è stato continuo e coinvolgente nonché stimolante ai fini della ricerca di cose nuove.
Le numerose foto scattate, oltre ad un filmato girato all’interno delle canne le quali per l’occasione erano state svuotate dall’acqua e poi riempite al termine dei lavori, arricchiscono notevolmente tale documentazione.
La rassegna fotografica ed il filmato da me realizzati, unitamente al costante impegno profuso, mi rende orgoglioso di essere stato protagonista di una esperienza unica e irripetibile e di averne ricavato un documento di elevato valore storico e idraulico. Di conseguenza la pubblicazione del materiale in questione dovrà essere autorizzata.

La pubblicazione riporta:

Tutte le notizie a firma dei diretti protagonisti che hanno vissuto il restauro della Botte Napoleonica e la consapevolezza di aver evitato il grave disastro che poteva avvenire se non ci fosse stato il ripristino sopracitato.
Quanto pubblicato sulla Botte Napoleonica dai vari Notiziari dell’ex Consorzio Generale di Bonifica nella Provincia di Ferrara all’epoca dei lavori, con alcune rettifiche e precisazioni.
Le foto del monumento attuale esistente sotto la coperta di terra e acqua, durante il suo restauro e la spiegazione delle funzioni che assolve.
La cartografia del territorio con le varie evoluzioni, i decreti e le notifiche per la costruzione della botte.
I due progetti della botte.
Il percorso delle acque all’interno del Bacino Burana Volano corredato da importanti impianti idrovori.
La cronaca, in foto, durante i lavori di restauro e le scoperte inedite.
Le notizie sullo Scolmatore del Reno o Cavo Napoleonico – Canale Emiliano Romagnolo.


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