Botte Napoleonica


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3^ ispezione,4 0ttobre 1983

Storia

04/ottobre/1983
3^ Ispezione alla Botte Napoleonica

Nell'estate del 1983, a causa di lunghe siccità, anche i fiumi ne risentirono con un forte abbassamento di livello fino a raggiungere eccezionali magre. Proprio durante il mio solito controllo alle arginature di mia pertinenza, nel leggere la quota del Panaro all'idrometro della botte in sinistra idraulica, ricordo che essendo la parte terminale dell'idrometro stesso ricoperta di terra, dovetti scendere l'ultimo tratto della scarpata prima di toccare l'acqua. Qui notai qualcosa di strano e insolito in corrispondenza dell'attraversamento delle canne tra i due fabbricati: sulla superficie dell'acqua, in corrispondenza dell'estradosso delle canne stesse, apparivano numerose e grosse bolle. Non riuscendo al momento a trovare alcuna spiegazione logica, telefonai al mio collega Cav. Corinto Canevazzi, responsabile dell'argine sinistro, gli esposi le mie perplessità e lo feci venire sul posto per verificare il fenomeno. Ricordo che interpellammo anche il Geom. Edo Formigoni, esperto per il Canale di Burana sottopassante la botte, avendo lavorato per vari anni presso il Consorzio di Burana, e inoltrammo il quesito presso i rispettivi organi superiori. Non potendo al momento perlustrare l'interno delle canne, le cui acque funzionavano in pressione per la derivazione irrigua, decidemmo di rimandare il dovuto sopralluogo a data da stabilire. Finalmente, terminata la derivazione, il giorno 4 ottobre 1983, i rispettivi titolari del I° e II° Tronco di Custodia dei fiumi Po e Panaro del Ministero dei Lavori Pubblici, lo scrivente ed il collega Canevazzi, assieme ai rappresentanti del Consorzio di Burana con a capo il Direttore Ing. Luciano Moratti, Ing. Gianni Chiarelli, Geom. Francesco Ravagnani, Geom. Andrea Accorsi, Ass. Claudio Vacchi e Marino Poggioli, effettuarono l'atteso sopralluogo dentro le canne. Dai riscontri effettuati con le precedenti due ispezioni (già osservati nel 1938 e nel 1958), risultò che bisognava intervenire con una certa urgenza: per scongiurare che la struttura, in funzione dal 1899, potesse cedere, sconvolgere il corso delle acque e danneggiare tutto l'alto ferrarese. Le procedure burocratiche permisero l'inizio dei lavori a pieno ritmo nel maggio 1987 e terminarono nel maggio dell'anno successivo.



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